La mia Irpinia
Ogni qualvolta mi addentro nei meandri della mia terra, ogni volta che scopro un nuovo luogo, un nuovo paese ne resto stupito e riesce a sorprendermi. Ogni volta mi accorgo, con enorme rammarico, di conoscere troppo poco la mia Irpinia. E conoscere la propria terra, le proprie radici, scoprire le mille sfaccettature è un po’ come conoscere meglio se stessi, è il modo per capire da dove si viene e in che direzione andare. Questa terra è piena di potenziali risorse, di luoghi straordinari, da mozzare il fiato per la bellezza. E mi fa una rabbia sapere che per molti è solo terremoto, per altri un’enorme infinita discarica, per qualcuno un’entità sconosciuta. Io vi dico: viviamola in tutti i suoi aspetti, cogliamone le sfumature,respiriamo la sua aria,immergiamoci nei suoi colori, guardiamoci intorno, emozioniamoci, scrutiamone gli orizzonti, visitiamola, scopriamola.Potremmo trovarci immersi in posti come questo
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Ne vale la pena, no?
Una giornata speciale
Non è mai semplice descrivere le proprie emozioni. E ancor di più lo è quando ci si strova a descrivere quelle che si provano stando di fronte ad un mostro sacro,uno che ha scritto la storia del rock,uno che ha smosso generazioni e fatto commuovere il mondo con i suoi testi, uno che ha segnato la tua vita musicale contribuendo alla tua crescita, uno che con le sue canzoni ha segnato indelebilmente dei precisi momenti della tua vita. Questo è Bob Dylan signori. E quando ieri sera è comparso su quel palco, in quel palazzetto gremito di gente, col suo ormai classico stile country, beh sono stato attraversato da un brivido. Era davvero lui, come in uno dei miei sogni. Ancora,a quasi 70 anni, con la sua voce tagliente e nasale che ti penetra fino alle ossa, con la sua armonica, con la voglia di suonare per il gusto e la passione di farlo, col suo genio e col suo estro.E poco importa se i riarrangiamenti son tali da rendere i pezzi irriconoscibili, fa parte delle capacità di un artista e dello spettacolo che offre. E questo è Bob Dylan, prendere o lasciare. Io prendo, ho ancora voglia di emozioni.
Eccovi qualche foto del concerto, le altre le trovate su flickr
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Forza Abruzzo

E’ facile dire di essere tristi oggi, ma lo sono davvero. La parola terremoto per noi irpini è qualcosa di particolare. Io non ero nato ancora nell’80 ma ho sentito talmente tanti racconti, tanti aneddoti, tante storie da poter quasi dire di averlo vissuto in prima persona. Alla parola terremoto qui i volti camabiano, riesci a percepire d’improvviso la paura negli occhi della gente, riesci a rivedere attraverso quegli occhi quei momenti terribili e interminabili, riesci a renderti conto di quanto questo maledetto evento sia in grado di rivoluzionare la vita della gente. E non si può non provare rabbia, amarezza, angoscia. Rabbia anche perchè in questo triste paese chiamato Italia mentre la gente vede sconvolte le proprie vite sotto sotto c’è qualcuno che si sfrega le mani pensando al business che ne ricaverà. E’ successo qui in Irpinia dove dopo 30 anni c’è ancora gente che non ha riavuto più la propria casa e ho l’impressione che succeda un po’ ovunque. Ma lasciamo perdere. Il mio pensiero è fisso, rivolto a quelle persone che da ieri non hanno più nulla, a chi ha perso i propri cari, a chi lotta tra la vita e la morte, a chi è ancora sotto quei cumuli di macerie, a chi ci ha lasciato per una fatalità. E ancor più vicino mi sento a quegli studenti sepolti. Mi identifico in loro, penso ai loro ultimi momenti prima del crollo, penso all’angoscia dei loro genitori sospesi tra la speranza e la disperazione. In questi momenti nessuna parola può essere di conforto, nulla può servire a rialzarsi dal dolore immane che ti colpisce. La mia speranza è che l’Abruzzo possa rialzarsi in fretta e con forza!
I preservativi aumentano i problemi
Da Repubblica.it:
“…Durante il viaggio il Pontefice ha parlato con i giornalisti affrontando le questioni e i temi che affronterà in questa visita. A cominciare dall’epidemia di Aids che “non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un “rinnovo spirituale e umano” nella sessualità…..”
Quando ho letto questa cosa mi è subito venuta in mente questa strofa di De Andrè:
“Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore,
ma non ho creato dolore.”
Pensieri liberi
E’uno strano periodo
sono dubbioso, scocciato, pensieroso, nervoso, anche un po’ stanco.
E’ una situazione particolare per me, oserei definirla nuova.
Chi mi conosce sa quanto sia sempre estremamente tranquillo, rilassato e sereno.
Ecco, in questo momento non sono sereno.
In alcuni momenti mi sento un po’ solo.
Ho delle situazioni pendenti che mi fanno sentire come in una cappa.
Avrei bisogno di risolverle e di capire come.
Avrei bisogno di capire meglio il mio futuro, anche se non sarà come vorrei che fosse.
E nel frattempo è la musica che accompagna i miei giorni.
La musica….colei che non mi tradirà mai.
In qualsiasi momento sai che con un gesto rituale te la ritrovi accanto, pronta a consolarti, a farti pensare o anche a immergerti nella malinconia.
Ma sei consapevole che sei tu a volerlo.
Storiella
C’era una volta una ragazza e c’era una volta anche un ragazzo. E in realtà ci sono ancora. Un giorno gli sguardi dell’allora giovincello e della donna dall’aria già matura, si incrociarono su un campo di gioco di periferia e…….non fu amore a prima vista. Ma evidentemente qualche oscuro meccanismo si mise in moto. E così da un momento all’altro, non si sa come, né perché, i nostri eroi si incontrarono sempre più spesso in giro per la città, scoprirono di frequentare molti luoghi in comune e di avere interessi in comune. Al giovincello la donna iniziava a piacere, gli piaceva quella donna di poche parole, così profonda nello sguardo, gli piaceva quella sua aria spesso misteriosa, quel suo alone malinconico. Ma lui era un giovincello, non ancora neanche maggiorenne e lei……lei era una studentessa vera, viveva fuori casa, sembrava essere già adulta, incuteva quasi un certo timore. Improvvisamente però, al preciso scoccare della maggiore età, durante lo studio della migrazione delle gonadi, la donna decise che il momento era giunto, decise che in fondo l’età di quel ragazzino non sarebbe più stata un ostacolo, non sarebbe più stato reato. E fu così che una sera, in un angolo nascosto della ridente cittadina di provincia, decise di mettere in pratica una delle mosse marziali imparate chissà dove. L’afferrò violentemente per il collo, rischiando di ammazzarlo sul colpo, e lo baciò. Che donna!! Passarono i mesi, i giorni e anche gli anni e ogni giorno, ogni mese e ogni anno il loro amore cresceva, cresceva e sembrava non volersi arrestare più. Ogni momento passato insieme restava scolpito nella mente dei due e conservato come un diamante. Tanti, troppi i ricordi indelebili per poterli citare tutti, forse tra tutti gli indimenticabili, l’indimenticabile per i due fu il giro in barca sul Danubio con il vento che scompigliava i capelli o forse il cielo sopra Berlino o i monti trentini o uno dei tanti baci rubati nei posti che per loro si trasformavano da angoli bui in nidi d’amore o la prima notte passata insieme o la notte prima degli esami o….o….o. Ve l’avevo detto che non avrebbero saputo scegliere l’assoluto. Per loro ogni istante vissuto è stato importante, ognuno ha accompagnato la loro crescita, ognuno ha contribuito a farli diventare un po’ più grandi. Ognuno non sarà mai dimenticato. Ma (e a questo punto c’è sempre un ma) qualcosa si ruppe. Il sole si oscurò e tutto ad un tratto si trovarono divisi da un muro invalicabile di incomunicabilità, tutto ad un tratto i loro sogni, i progetti, i momenti da vivere insieme svanirono e si trasformarono in un susseguirsi rapido di litigi, urla, incomprensioni, indifferenza ed abitudine. In poco tempo la situazione diventò insostenibile e i due indivisibili si divisero. Gli amici della coppia ridiventarono gli amici dell’uno o dell’altro, i rituali e le abitudini scomparvero, entrambi si trovarono più vuoti e meno impegnati. Il giovincello, diventato ormai barbuto, trovò rifugio nei suoi vecchi amici, tornò a fare cose che pensava aver dimenticato e tra una scartoffia e l’altra pensò che in fondo male non stava in quella nuova vita. Ma con il passare del tempo era difficile tenere a bada quei ricordi scolpiti, si accorgeva che non poteva tenerli tappati come in una scatola. Loro erano lì, pronti a riaffiorare in qualsiasi istante, pronti a ricordargli, come quando si dà un pizzico, che lei, quella donna, non poteva essere dimenticata in uno schiocco di dita, e che l’intensità e la magnificenza dei loro giorni vissuti non poteva esser dimenticata in fretta così “come fan presto ad appassir le rose”. Il giovane prese coscienza di ciò e promise a se stesso di provare a far si che quei ricordi potessero ritornare in vita, potessero essere rivissuti, a far si che a quei ricordi potessero esserne aggiunti degli altri ancora più piacevoli se possibile. E decise un giorno di raccontare a tutti la sua storia, di narrare il suo momento. Si mise dinanzi allo scrittoio e cominciò: “C’era una volta una ragazza e c’era una volta anche un ragazzo. E in realtà ci sono ancora………….”
Il governo ed Internet
Leggo che il nostro benemerito Presidente del Consiglio ha intenzione di farsi promotore per la regolamentazione di Internet nel mondo. WOW!
Poi mi viene in mente una sua dichiarazione in campagna elettorale circa le sue conoscenze della rete, eccola:
[video:http://www.youtube.com/watch?v=4T4XgbeIWys]
Maroni ha parlato di IP unico per ogni utente di Internet per combattere il terrorismo.
Chiunque abbia un minimo di conoscenza delle reti e di come funziona Internet si può rendere conto di quanto questa sia una proposta:
- inattuabile poichè gli indirizzi IP sono pochi e si prevede che entro il 2011 si passerà ad una nuova versione di indirizzi chiamati IPv6. Questo è uno dei motivi per cui “…Gli Internet Service Provider (ISP), ad esempio, utilizzano un numero di indirizzi assegnabili ristretto per una vasta clientela facendo leva sul concetto che non tutti i client saranno connessi nello stesso momento….(from wikipedia).
- inutile, poichè esistono non so quanti metodi per poter aggirare l’indirizzo IP assegnato
- pericolosa, poichè un indirizzamento univoco si porterebbe dietro problemi di privacy non indifferenti visto che lo scopo sarebbe quello di monitorare ogni singolo utente.
Per cui mi chiedo……ma questi di che cazzo parlano? MAH
www.avellinesi.it
Qualche settimana fa ero a casa, nella mia stanza quando all’improvviso sento mia mamma e mio padre ridere,urlare frasi del tipo “guarda questo” “te lo ricordi” “è lui” oppure “guarda com’era il corso” “che bella piazza libertà”……..Incuriosito vado da loro e li trovo praticamente ipnotizzati davanti al computer a guardare foto in bianco e nero. Chiedo “ma che foto sono?” e mio padre in preda ad un entusiasmo mai vistogli risponde “hanno fatto un sito, è bellissimo, ci stanno tutte le foto vecchie di Avellino e degli avellinesi, c’è tutta la mia generazione….in una foto ci sta pure tuo zio da piccolo alle scuole elementari……..” ed io “e come si chiama stò sito?” www.avellinesi.it Torno in camera e scettico mi dirigo sul sito. Incredible! Resto anch’io ipnotizzato a guardare centinaia di foto della mia città. E mi trovo ad osservare luoghi che frequento o ho frequentato quotidianamente com’erano 50 -60-70 anni fa. E sento un brivido attraversarmi. Il vedere i ragazzi di allora, oggi padri e nonni, mi fa vagare con la mente, vorrei poter anch’io ricordare e rivivere quegli anni, mi sforzo di farlo ma ovviamente non posso. Guardando le foto scopro vecchi eventi della città di cui non sapevo nulla e sono contento di poter costruire così la mia memoria storica e visiva. Leggendo le lettere sul sito mi accorgo anche di uno spirito diverso che percorreva la città e gli avellinesi. Spirito distrutto insieme ai palazzi,le strade, insieme a molti di quei luoghi delle foto, da quel maledetto terremoto dell’80. E mai più ritornato purtroppo. Oggi la città vive una fase di decadenza….ma questa è un’altra storia…….o forse no….forse è il proseguimento di quella delle foto…….una storia che però mi piacerebbe si potesse reindirizzare verso quei tempi. Mi piace pensare che questo sito possa stimolare la creazione di un nuovo flusso positivo che aleggi sulla città, un flusso che possa essere generato dai ragazzi di allora e da quelli di oggi che, come me, sono rimasti affascinati nell’ammirare le foto e che forse, grazie a queste, hanno un po’ più salde le proprie radici. Un grazie di cuore a chi ha messo su il sito e continua ad aggiornarlo, aggiungendo quotidianamente nuovi scatti, arricchendolo (arricchendoci) di aneddoti e particolari sconosciuti o dimenticati.
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