Storiella
Posted on | febbraio 4, 2009 | 4 Comments
C’era una volta una ragazza e c’era una volta anche un ragazzo. E in realtà ci sono ancora. Un giorno gli sguardi dell’allora giovincello e della donna dall’aria già matura, si incrociarono su un campo di gioco di periferia e…….non fu amore a prima vista. Ma evidentemente qualche oscuro meccanismo si mise in moto. E così da un momento all’altro, non si sa come, né perché, i nostri eroi si incontrarono sempre più spesso in giro per la città, scoprirono di frequentare molti luoghi in comune e di avere interessi in comune. Al giovincello la donna iniziava a piacere, gli piaceva quella donna di poche parole, così profonda nello sguardo, gli piaceva quella sua aria spesso misteriosa, quel suo alone malinconico. Ma lui era un giovincello, non ancora neanche maggiorenne e lei……lei era una studentessa vera, viveva fuori casa, sembrava essere già adulta, incuteva quasi un certo timore. Improvvisamente però, al preciso scoccare della maggiore età, durante lo studio della migrazione delle gonadi, la donna decise che il momento era giunto, decise che in fondo l’età di quel ragazzino non sarebbe più stata un ostacolo, non sarebbe più stato reato. E fu così che una sera, in un angolo nascosto della ridente cittadina di provincia, decise di mettere in pratica una delle mosse marziali imparate chissà dove. L’afferrò violentemente per il collo, rischiando di ammazzarlo sul colpo, e lo baciò. Che donna!! Passarono i mesi, i giorni e anche gli anni e ogni giorno, ogni mese e ogni anno il loro amore cresceva, cresceva e sembrava non volersi arrestare più. Ogni momento passato insieme restava scolpito nella mente dei due e conservato come un diamante. Tanti, troppi i ricordi indelebili per poterli citare tutti, forse tra tutti gli indimenticabili, l’indimenticabile per i due fu il giro in barca sul Danubio con il vento che scompigliava i capelli o forse il cielo sopra Berlino o i monti trentini o uno dei tanti baci rubati nei posti che per loro si trasformavano da angoli bui in nidi d’amore o la prima notte passata insieme o la notte prima degli esami o….o….o. Ve l’avevo detto che non avrebbero saputo scegliere l’assoluto. Per loro ogni istante vissuto è stato importante, ognuno ha accompagnato la loro crescita, ognuno ha contribuito a farli diventare un po’ più grandi. Ognuno non sarà mai dimenticato. Ma (e a questo punto c’è sempre un ma) qualcosa si ruppe. Il sole si oscurò e tutto ad un tratto si trovarono divisi da un muro invalicabile di incomunicabilità, tutto ad un tratto i loro sogni, i progetti, i momenti da vivere insieme svanirono e si trasformarono in un susseguirsi rapido di litigi, urla, incomprensioni, indifferenza ed abitudine. In poco tempo la situazione diventò insostenibile e i due indivisibili si divisero. Gli amici della coppia ridiventarono gli amici dell’uno o dell’altro, i rituali e le abitudini scomparvero, entrambi si trovarono più vuoti e meno impegnati. Il giovincello, diventato ormai barbuto, trovò rifugio nei suoi vecchi amici, tornò a fare cose che pensava aver dimenticato e tra una scartoffia e l’altra pensò che in fondo male non stava in quella nuova vita. Ma con il passare del tempo era difficile tenere a bada quei ricordi scolpiti, si accorgeva che non poteva tenerli tappati come in una scatola. Loro erano lì, pronti a riaffiorare in qualsiasi istante, pronti a ricordargli, come quando si dà un pizzico, che lei, quella donna, non poteva essere dimenticata in uno schiocco di dita, e che l’intensità e la magnificenza dei loro giorni vissuti non poteva esser dimenticata in fretta così “come fan presto ad appassir le rose”. Il giovane prese coscienza di ciò e promise a se stesso di provare a far si che quei ricordi potessero ritornare in vita, potessero essere rivissuti, a far si che a quei ricordi potessero esserne aggiunti degli altri ancora più piacevoli se possibile. E decise un giorno di raccontare a tutti la sua storia, di narrare il suo momento. Si mise dinanzi allo scrittoio e cominciò: “C’era una volta una ragazza e c’era una volta anche un ragazzo. E in realtà ci sono ancora………….”
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4 Responses to “Storiella”
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febbraio 5th, 2009 @ 00:52
…ancora co sta storia del …ancora co sta storia del collo spezzato….!!!!!:PPPPPP :*
febbraio 20th, 2009 @ 19:13
bello, intenso, semplice(di bello, intenso, semplice(di scrittura)….fai bene a non tenerle tappate “come in una scatola” certe cose….:D
febbraio 6th, 2009 @ 01:27
Ricordo la storia piu o
Ricordo la storia piu o meno…non deve essere stato molto tempo fa…Ricordo che era bello vederli insieme quei 2 ed era ancora piu fantastico quando riuscivamo ad “organizzarci”…mi faceva sentire tranquillo saperli mano nella mano…;)
febbraio 5th, 2009 @ 00:28
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